Se mi chiedessero qual è la migliore serie degli ultimi 5 anni, molto probabilmente risponderei Arcane. Ok ok, è un’affermazione forte, ma se ho stuzzicato la vostra curiosità lasciate che vi spieghi perché la serie ispirata all’universo di League of Legends è un così buon prodotto.

In un periodo storico in cui il panorama di serie animate per adulti scarseggia un po’, il signor Netflix decide di finanziare un progettino niente male: una serie basata sulla lore e i personaggi del videogioco MOBA League of Legends.

Se la fama del titolo videoludico è stata ciò che ha attratto inizialmente gli spettatori, quello che contraddistingue Arcane è soprattutto il suo incredibile comparto tecnico. Lo studio d’animazione francese Fortiche Production ha portato sullo schermo uno stile visivo innovativo, che mescola l’animazione 3D con pennellate manuali facendo sembrare ogni frame un’opera d’arte e stabilendo un nuovo standard per l’animazione occidentale.

L’altissima qualità si riflette anche nella sceneggiatura, capace di emozionare e tenere incollati allo schermo anche chi non ha mai giocato a League of Legends (come la sottoscritta).

Trama

Ma di cosa parla Arcane? La serie è costruita attorno a due storyline principali, destinate a incrociarsi irrimediabilmente. La prima segue Vi e Jinx/Powder, sorelle orfane che cercano di sopravvivere nei bassifondi della città; la seconda è incentrata sugli scienziati Jayce e Viktor, impegnati a svelare i segreti di una nuova tecnologia mista a magia, l’Hextech.

La storia delle due sorelle è una delle trame cardine dell’intera serie e l’elemento emotivo più forte. Inizialmente hanno un legame indissolubile, ma a causa di un tragico incidente, tale legame viene spezzato e le loro strade si dividono. Si ritroveranno solo parecchi anni dopo, ma il trauma e la distanza hanno reso la ricostruzione della fiducia un’impresa quasi impossibile. Questo dramma è amplificato dalla presenza di Silco, antagonista e figura paterna distorta che modella la nuova identità di Jinx, rendendo il divario tra le due sorelle emotivamente e ideologicamente incolmabile.

La trama dei due amici scienziati invece esplora i temi dell’etica e delle conseguenze del progresso. L’Hextech rappresenta la speranza, ma anche un enorme potenziale distruttivo, motivo per cui il professor Heimerdinger, spinto dalla paura, tenta di frenare l’entusiasmo dei ragazzi. Il conflitto nasce quando Viktor decide di spingersi oltre ogni limite etico, in un percorso che lo porta a sacrificare la propria umanità.

Piltover vs. Zaun

Queste due storyline principali, rappresentano alla perfezione la dualità di Piltover e Zaun, la città e i suoi bassifondi. Da un lato Piltover, città del progresso e dell’innovazione che però prospera a scapito della base; dall’altro Zaun, una zona oppressa, povera e inquinata, i cui abitanti sono considerati criminali e disperati. La serie calca molto sul divario e la disuguaglianza sociale e mostra i tentativi di lotta per l’indipendenza di Zaun che spesso causano conflitti tra le due parti.

In questo scenario si inseriscono altri due personaggi importanti: Caitlyn, giovane Guardiana di Piltover che lavorando a fianco di Vi, diventa il ponte tra le due città, mettendo in discussione l’ipocrisia morale della sua stessa classe; e Ekko, capo dei Firelights, che rappresenta l’unica scintilla di speranza: il tentativo di costruire un futuro migliore per Zaun senza ricorrere alla disperazione e al caos di Silco.

Nella seconda stagione Jinx – ricercata per aver attaccato il Consiglio di Piltover con una delle sue bombe – diventerà il volto della ribellione: non è una semplice antagonista, ma l’incarnazione del trauma subito da Zaun.

Conclusioni

A differenza di altri titoli derivati, Arcane è molto più di una serie basata su un videogioco. È un’opera matura, capace di affrontare temi complessi e costruire personaggi sfaccettati, nessuno dei quali è una semplice comparsa. Tra i miei preferiti ci sono Ekko e Jinx: mi è piaciuta in particolare l’evoluzione del loro rapporto, da amici d’infanzia, a nemici sul campo di battaglia (la scena loro primo combattimento è un capolavoro), ad alleati e persino amanti nello straziante universo alternativo.

Ciliegina sulla torta, la colonna sonora: brani iconici come Enemy degli Imagine Dragons, utilizzata per la sigla, non sono un semplice accompagnamento, ma contribuiscono a esaltare ogni scena, rendendo la serie assolutamente imperdibile.

Ci sarebbero tantissime altre cose da dire ma diventerebbe una recensione troppo lunga. Fatevi un favore e recuperatela, se ancora non l’avete vista: la trovate su Netflix.

Fatemi sapere cosa ne pensate, alla prossima ✨