Il 2026 è iniziato col botto, portandoci un’ultima volta nel Sottosopra. Dopo quasi 10 anni, Stranger Things arriva al capolinea, ed è arrivato il momento di parlare su questi schermi della serie Netflix diventata cult.
Ambientata nell’immaginaria cittadina di Hawkins, Indiana, la serie dei fratelli Duffer attinge a piene mani ai classici spielberghiani (con un pizzico di Stephen King): anni ’80, ragazzini in bicicletta, creature misteriose e poco amichevoli.
È una di quelle serie che parte molto bene e poi si va un po’ a perdere strada facendo (insieme all’interesse degli spettatori), colpa soprattutto del fatto che sia passato troppo tempo tra una stagione e l’altra. Ed è proprio per questo che ho guardato la quarta e la quinta stagione senza grosse aspettative. Ma senza anticipare troppo, vediamo cosa succede nelle varie stagioni!
Stagione 1
1983, la tranquilla Hawkins viene sconvolta dalla scomparsa di Will Byers. Mentre la madre Joyce e lo sceriffo Hopper indagano per vie ufficiali, anche Dustin, Lucas e Mike cercano l’amico. È così che incontrano Undici, una ragazzina con poteri psicocinetici fuggita da un laboratorio segreto. Grazie a lei scoprono che Will è intrappolato nel Sottosopra, una dimensione parallela abitata da un mostro, rinominato Demogorgone. È stata Undici ad aprire accidentalmente una Porta del Sottosopra, in seguito a un esperimento finito male.

Joyce si convince che le interferenze elettriche in casa siano causate da Will che cerca di comunicare con lei e allestisce l’iconica parete con le lucine di Natale. Nel frattempo anche Nancy (sorella di Mike), Steve e Jonathan (fratello di Will) iniziano a indagare dopo la scomparsa della loro amica Barb – spoiler: Barb non sopravvive al Sottosopra. Alla fine grazie ai poteri di Undici riescono a localizzare Will nell’altra dimensione e Hopper lo riporta a casa, attirando il Demogorgone. Nella battaglia finale Undici sconfigge il mostro e chiude il portale, “sacrificandosi” nell’impresa.
Questa prima stagione funziona bene, dando inizio a un fenomeno culturale globale. Il finale aperto – la scomparsa di Undici, Will che sputa uno strano pezzo di materia del Sottosopra – fanno da teaser per stagioni successive; allo stesso tempo regge anche come stagione stand-alone – forse volutamente, nel caso non avesse avuto successo.
Stagione 2
È passato un anno e una nuova minaccia incombe su Hawkins. Undici non è morta, ma vive nei boschi insieme a Hopper per nascondersi dagli agenti governativi. Tramite flashback scopriamo che per sconfiggere il Demogorgone era rimasta intrappolata nel Sottosopra, ma poi era riuscita a fuggire. Il legame non reciso tra le dimensioni ha permesso al Sottosopra di espandersi creando una rete di tunnel infetti sotto la città.

Will è perseguitato da visioni di un gigantesco mostro d’ombra, ma cerca di nasconderlo. Nel gruppo di amici arriva Max, una ragazza californiana che attira subito l’interesse amoroso di Lucas. Tuttavia, la sua presenza crea forti tensioni: Mike, ancora addolorato per la scomparsa di Undici, la accoglie con ostilità, temendo che il gruppo voglia “sostituire” l’amica perduta.
Contemporaneamente Dustin trova uno strano girino, battezzato Dart, che si rivela essere un piccolo Demogorgone (“Democane”) in rapida crescita. La situazione precipita quando il mostro – rinominato Mind Flayer dopo aver dedotto che si tratta di una mente alveare – prende possesso di Will usandolo come spia per colpire il laboratorio.
Mentre Nancy e Jonathan collaborano con il complottista Murray per svelare la verità sulla morte di Barb, Undici intraprende un viaggio personale alla ricerca di “Numero Otto”, un’altra ragazza con poteri fuggita dal laboratorio. Nel finale, il gruppo si riunisce: mentre Joyce e gli altri riescono a “esorcizzare” Will dal mostro usando il calore, Undici torna a Hawkins e usa i suoi pieni poteri per chiudere definitivamente il portale, isolando il Mind Flayer nel Sottosopra.
La seconda stagione mi è piaciuta ancora più della prima. Max è un’ottima new entry ed è stato interessante scoprire del passato di Undici.
Stagione 3
Questa stagione parte un po’ in sordina, con le vicende amorose forse troppo al centro dell’attenzione. Per fortuna si riprende in fretta gettandoci a capofitto negli strani eventi che caratterizzano l’estate del 1985 a Hawkins. C’è un nuovo centro commerciale in città, lo Starcourt Mall, che nasconde una minaccia sotterranea: i russi (!) hanno costruito una base segreta per tentare di riaprire il portale del Sottosopra. Il Mind Flayer fa il suo ritorno, possedendo gli abitanti di Hawkins tra cui Billy, il fratellastro di Max, per costruire un enorme e grottesco corpo fisico fatto di carne umana.


La narrazione si divide in vari gruppi che affrontano le minacce in modo indipendente: da un lato l’inedita e profonda amicizia tra Undici e Max, dall’altro l’ormai iconico duo formato da Dustin e Steve (affiancati da Robin ed Erica) che scopre la base russa. Quando i gruppi si riuniscono per la battaglia finale allo Starcourt, scoprono che i russi e il mostro sono parte dello stesso pericolo. Lo scontro culmina con il sacrificio di Billy e l’apparente morte di Hopper. A causa delle ferite riportate, Undici perde completamente i suoi poteri e la stagione si chiude con un addio: i Byers e Undici lasciano Hawkins per trasferirsi in California.
Ho apprezzato questa narrazione che ha permesso di espandere ulteriormente il gruppo e poi fa convergere tutte le storyline nel gran finale. La parte dei russi è quella che in realtà mi è piaciuta meno perché forse c’era fin troppa carne al fuoco. Ovviamente ho pianto come una fontana negli ultimi 20 minuti dell’ultimo episodio, ma la scena post credits dà una speranza riguardo a Hopper.
A differenza della serie non vi lascio con un cliffhanger, l’articolo continua nella prossima pagina!
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Da Ma Ci
La pura verità